Leggo ora sul Corriere della Sera che una nave italiana antipirata ha catturato dei Bucanieri.. ma sento anche, che non ci stanno raccontando tutta la storia, anche dal punto di vista somalo, così ho trovato un articolo del giornale inglese the Independent e tradotto da Comedonchishotte
l’articolo di fatto si riferisce a eventi passati.. ma è molto attuale, e deve farvi riflettere
DI JOHANN HARI
The Independent
Da Repubblica.it (20/04): “Il Puntland contro il Buccaneer ‘Doveva sversare rifiuti tossici’”. Le accuse mosse dalle autorità della regione semi-autonoma della Somalia al rimorchiatore italiano sequestrato dai pirati. La società Micoperi: “Era vuoto”.
Chi avrebbe immaginato che, nel 2009, i governi mondiali avrebbero dichiarato una nuova Guerra ai Pirati? Mentre state leggendo quest’articolo, la British Royal Navy – con il sostegno dalle navi di più di due dozzine di stati, dall’America alla Cina- sta navigando verso le acque somale per affrontare uomini che noi ci figuriamo ancora come furfanti da sceneggiata con tanto di pappagallo sulla spalla. Presto inizieranno a combattere le navi somale e a cacciare i pirati sulla terraferma, in una delle regioni più piegate della terra. Ma dietro alla stravaganza del tipo ‘avanti-miei-prodi’ che questa storia racchiude, si nasconde uno scandalo non confessato. Le persone che i nostri governi stanno etichettando come “una delle più grandi minacce del nostro tempo” hanno delle storie incredibili da raccontare – e un po’ di giustizia dalla loro parte.
I pirati non sono mai stati quello che noi in realtà crediamo. Nell’“età d’oro della pirateria” – dal 1659 al 1730 – venne creata dal governo britannico, sull’onda di uno spirito propagandistico, l’idea odierna del pirata come un ladro selvaggio e senza scrupoli. Molte persone comuni la ritenevano però non veritiera: i pirati venivano spesso tratti in salvo dalle navi da folle di sostenitori. Perché? Che cosa coglievano loro che a noi non è concesso intendere? Nel suo libro Furfanti di tutti i Paesi [“Villains of All nations”], lo storico Marcus Rediker scava tra le prove per scoprirlo. All’epoca, diventare mercante o marinaio – raccolto dai porti dell’East End londinese, giovane e affamato – significava finire a navigare in un Inferno di legno. Significava lavorare a tutte le ore su una nave sovraccarica e senza cibo, e a concedersi una breve pausa si finiva frustati con il Gatto a Nove Code dal plenipotenziario capitano. I perditempo abituali correvano il rischio di essere gettati in mare. E dopo mesi o anni di tutto questo, spesso si finiva con l’essere imbrogliati sulla paga. Prosegui la lettura…
MILANO – L’equipaggio della fregata italiana Maestrale della marina militare ha catturato un gruppo composto da 9 pirati somali al termine di un conflitto a fuoco al largo delle coste della Somalia.
CONFLITTO A FUOCO – La Maestrale, impiegata nella missione europea antipirateria Atalanta, è intervenuta inviando un elicottero per sventare un attacco dei pirati nel golfo di Aden contro la «Maria K.» una nave cargo battente bandiera di Saint Vincent e Grenadine (Caraibi). I nostri marinai a bordo dell’elicottero hanno prima impedito l’abbordaggio al mercantile, poi ingaggiato un conflitto a fuoco con i pirati costringendoli alla resa. Attualmente i bucanieri sono prigionieri a bordo della fregata Maestrale in attesa di sapere dove verranno portati per il processo: se in Italia o in un altro Paese. E’ la prima volta che una nave della Marina italiana cattura un gruppo di pirati somali.
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per gli amanti della montagna, come me, duole sapere che il grande alpinista achille compagnoni è morto la scorsa notte all’ospedale di aosta.
vi riporto quindi l’articolo del corriere della sera
AOSTA - È morto la notte scorsa all’ospedale di Aosta l’alpinista Achille Compagnoni, 94 anni, residente a Cervinia (Valtournenche). Con Lino Lacedelli fu il primo a raggiungere, il 31 luglio 1954, il K2, la seconda montagna più alta al mondo. Compagnoni era ricoverato da alcune settimane per problemi legati all’età.
CONGELAMENTO DI ALCUNE DITA DELLE MANI – Achille Compagnoni era nato il 26 settembre 1914 a Santa Caterina Valfurva (Sondrio) e da giovanissimo aveva seguito la carriera militare negli alpini. Grazie alla sua fama di grande alpinista, fu convocato da Ardito Desio per il tentativo di scalata alla seconda montagna più alta della Terra, il K2. Durante la spedizione, che fu organizzata nel 1954, si distinse come uno dei leader del gruppo e dei più resistenti, tanto da essere scelto per l’attacco alla vetta, che raggiunse il 31 luglio con Lacedelli lungo la via dello Sperone Abruzzi. Nella discesa dalla cima riportò il congelamento di alcune dita delle mani.
LA POLEMICA CON BONATTI – Al ritorno in Italia fu coinvolto in una polemica con un altro membro della spedizione, Walter Bonatti, sulla ricostruzione della scalata. Achille Compagnoni fu anche campione italiano di sci nordico e scalò il Cervino più volte per vie diverse. Era membro della Società delle guide alpine di Valtournenche e faceva l’albergatore a Cervinia. Tra le onorificenze, fu insignito della Medaglia d’oro al valor civile nel 1954 e nel 2003 fu nominato Cavaliere di Gran Croce, Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Raccontò la scalata al K2 in due libri: «Uomini sul K2» e «K2: conquista italiana tra storia e memoria».
Riporto anche alcune storiche foto del prode achille