povero berlusconi, dai che lo mettono infine in galera!
Articoli marcati con tag ‘Berlusconi’
Il lodo deposto
domenica, 11 ottobre 2009Ripresa delle attività
venerdì, 9 ottobre 2009in questi giorni mi sono trovato spesso e spesse volte a fare delle riflessioni, a condividerle e a metterle nero su bianco, il problema è che non sempre me le ricordo, e trovo giusto e bello condividerle con voi tutti.
quindi anche a costo di perdere voti e consensi il superdaskio’s weblog non narrerà più la fredda cronaca presa dalle agenzie di stampa, ma solo le notizie che considero particolarmente belle o alcune riflessioni..
per ritornare all’insegna dell’umorismo ecco una email che mi ha inviato el me fradeo.
La richiesta di Berlusconi era stata: “Mandami in Villa una Escort di 25 anni”…
saluti, e conto su di voi per un tamtam mediatico per re-diffondere il superdaskiosite!
Quosque tandem, Catilina, abutere patientia nostra?
venerdì, 29 maggio 2009Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?
o meglio.. Fino a quando,Silvio, abuserai della nostra pazienza?
Mentre Pompeo era impegnato in Oriente, la repubblica visse uno dei suoi momenti più critici in conseguenza delle trame di Lucio Sergio Catilina. Appartenente a una famiglia patrizia di secondo piano(la gens Sergia NDR), Catilina si era guadagnato una triste fama come sanguinario esecutore delle stragi scatenate da Silla. Avvendo tentato pià volte invano di farsi eleggere console, carico di debiti e in problemi giuridico-finanziari egli decise di raggiungere il potere per via illegale. Il suo seguito era rappresentato in massima parte da ex sillani, ma egli faceva leva anche sul malessere delle masse urbane e rurali impoverite.
Il piano eversivo, che prevedeva l’assassinio dei consoli, fu preparato con molta superficialità. Uno dei consoli del 63 a.C., Marco Tullio Cicerone, informato della congiura pronunciò in senato alcune memorabili orazioni (le Catilinarie) per denunciare il grave pericolo in cui versava la repubblica [...] morì nel 62 a.C. a pistoia..
(Tratto da: De Corradi, Giardina, Gregori © Profili di storia antica e medievale)
Ora vi riporto all’attenzione alcune parti di questo testo: carico di debiti e in problemi giuridico-finanziari egli decise di raggiungere il potere per via illegale.
Non vi ricorda forse qualcuno?? si, qualcuno che ormai 15 anni fà entrò in politica.. si, mi ricordo.. diceva che voleva liberare l’italia dai comunisti, che voleva riportare la democrazia.. che cara persona, un politico della sua levatura, che mai avrebbe pronunciato Gaffe di fronte a politici di livello internazionale, che avrebbe detto al cancelliere Merkel no scusi sto finendo la telefonata..
2000 anni fà le cose però andarono diversamente da oggi, una volta, in una repubblica Oligarchica (quindi tecnicamente con molte meno libertà di adesso) era possibile bloccare chi iniziava a fare queste porcate.. si è vero, Catilina non possedeva tutte le televisioni del paese e si accingeva a comprare anche i giornali.. ma erano altri tempi quelli, adesso devo sbrigarmi, sennò il Grande Fratello (vedi 1984 di Orwell) mi becca che non stò ad adorare il mio unico e vero dio… Silvio Berlusconi
l’impossibile processo a Berlusconi: Seconda Parte
mercoledì, 20 maggio 2009
ROMA – C’è «grande indignazione» tra le persone comuni perché Berlusconi «pensa ai propri problemi e non a quelli delle persone, come dimostra la sollecitudine con cui ha fatto approvare il Lodo Alfano». Dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza sul caso Mills (l’avvocato inglese condannato per corruzione perché, secondo i giudici, avrebbe mentito al fine di proteggere il Cavaliere), Dario Franceschini attacca il premier. Al termine di una visita al mercato rionale di Centocelle, un quartiere popolare della Capitale, il segretario del Partito democratico riferisce di un «senso di grande indignazione, perché le persone si aspettano che i politici si occupino dei loro problemi».
Il documento - Il testo della sentenza (in pdf)
POLVERONE – Il premier ha dichiarato che riferirà in Parlamento (anche se al momento non ha specificato in quale occasione)? Secondo Franceschini, il premier «dall’inizio della legislatura non ha trovato nemmeno due minuti per venire in Parlamento a parlare della crisi e dei problemi degli italiani, e ora vuole venire in aula per autoassolversi e sollevare un polverone; e il Lodo Alfano lo ha fatto approvare in tre giorni». «Chi fa politica – ha concluso Franceschini – deve occuparsi dei problemi delle persone e non sempre dei propri problemi».
DI PIETRO – Anche secondo Antonio Di Pietro «Berlusconi come tutti gli italiani deve andare a difendersi in tribunale. Se Berlusconi viene ad accusare la magistratura in Parlamento – afferma il leader dell’Italia dei Valori – è un attacco alla Costituzione e una violazione al principio della divisione dei poteri. I presidenti delle Camere non devono permettere che avvenga, altrimenti si rendono assenti nel difendere le prerogative del Parlamento».
GHEDINI – A Franceschini e Di Pietro arriva la replica a distanza del legale del premier e parlamentare del Popolo della Libertà, Niccolò Ghedini: «Certamente Berlusconi non ha alcuna intenzione di portare il processo in sede parlamentare – dichiara ad Affaritaliani.it – Credo che abbia intenzione di fare un discorso di natura politica, quindi sui problemi che si incontrano quando il codice non prevede dei rimedi ove vi siano dei giudici che hanno già espresso un orientamento di tipo politico e di contrasto nei confronti di colui che vanno a giudicare».
Ghedini poi replica anche all’Anm spiegando che quelle dell’Anm «sono indicazioni assolutamente infondate e sbagliate». «Il presidente del Consiglio – dice Ghedini- ha criticato infatti la decisione di un giudice che politicamente si è già esposto».
CASINI – Sul tema interviene anche Pier Ferdinando Casini. «Rispetto a una motivazione della sentenza Mills, tutto sommato annunciata – afferma il leader dell’Udc el corso di Omnibus – mi sembra molto più scandaloso che si provveda a una sorta di occupazione della televisione di Stato». «Se guardiamo a quello che sta succedendo – prosegue – la lottizzazione del passato è un fatto nobile; oggi si fanno nomine unicamente con una logica di bilancino all’interno del partito di maggioranza». (continua…)
Ora è ufficiale, Mills fu corrotto da Berlusconi
martedì, 19 maggio 2009Da quello che sò, questo è uno dei pochi processi che Berlusconi non sia riuscito a far mandare a monte
Cronista:«A questo punto non sarebbe meglio farsi processare?»
Berlusconi: Su questa cosa mi infurio. Lo posso giurare sui miei figli. Non perdo tempo a risponderle.
Silvio, perdi tempo al popolo italiano che ti ha dato il voto, e spiegaci come mai non ti vuoi far processare, forse perchè hai davvero corrotto David Mills?
MILANO – «È una sentenza semplicemente scandalosa, contraria alla realtà, come sono certamente sicuro sarà accertato in appello per quanto riguarda il signor Mills». In conferenza all’Aquila, Silvio Berlusconi rompe il silenzio, durato una mattinata, sulla sentenza di condanna dell’avvocato inglese David Mills che lo vede coinvolto. Il premier scandisce la parola «scandalosa» riferendosi a quelle 400 pagine di motivazioni depositate in giornata (scarica in pdf) che hanno portato alla condanna di Mills a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari. Agì «da falso testimone» – si legge nelle motivazioni di condanna -«per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse, o almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati. Dall’altro lato (Mills) ha contemporaneamente perseguito il proprio vantaggio economico».
«NESSUN VERSAMENTO» – «Ci sarà un appello, ci sarà un altro giudice e io sono sereno. Se c’è un fatto indiscutibile è che non c’è stato alcun versamento di nessuno al signor Mills» si è difeso il premier dall’Aquila. «Durante il processo è stato spiegato chi aveva dato i soldi, è stato individuato il tragitto dei soldi, sono state individuate le azioni fatte da Mills su questi soldi e il fisco inglese ha costretto il signor Mills a pagare imposte, considerando questa entrata un suo compenso professionale. Se fosse stata una donazione, il signor Mills non avrebbe dovuto pagare alcuna imposta. E se questo non vi basta…» ha aggiunto il Cavaliere. Berlusconi ha confermato l’intenzione (già annunciata in mattinata) di riferire in Parlamento sulla vicenda. «In quella sede – ha spiegato il Cavaliere – dirò finalmente quanto da tempo penso a proposito di certa magistratura».
LA VICENDA- Al centro del procedimento che riguarda Mills c’è l’accusa secondo cui Berlusconi nel 1997 avrebbe fatto inviare 600.000 dollari all’avvocato inglese come ricompensa per non aver rivelato in due processi (All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza, con l’avvocato inglese in qualità di testimone e quindi con l’obbligo di legge di dire il vero e non tacere nulla), le informazioni su due società off- shore usate da Mediaset, secondo la procura, per creare fondi neri. Si legge in un passaggio delle motivazioni: «Il fulcro della reticenza di David Mills in ciascuna delle sue deposizioni sta nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest e non alla persona di Silvio Berlusconi, la proprietà delle società off-shore, in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti». E poi continua: «David Mills ha ricevuto enormi somme di denaro, estranee alle sue parcelle professionali, da Fininvest e da Silvio Berlusconi, fin dagli anni 1995 – 1996, e quindi da un’epoca anteriore a quella delle sue deposizioni nei procedimenti tenuti a Milano» che vedevano imputato il premier. Dal medesimo procedimento la posizione di Silvio Berlusconi è stata stralciata in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla legittimità del lodo Alfano riguardante le quattro più alte cariche dello Stato. Il dibattimento nei confronti di Berlusconi è quindi stato sospeso.
REAZIONI – Le 400 pagine scritte da giudici di Milano sul caso Mills tengono banco nel dibattito politico. Il Pd chiede al premier di rinunciare al lodo Alfano. Berlusconi «venga in Parlamento, ma venga a dire: ‘io rinuncio ai privilegi del lodo Alfano e mi sottopongo a un giudizio come tutti i normali cittadini”» è la richiesta del leader dei democratici Dario Franceschini. «Berlusconi è un corruttore giudiziario che si è fatto una legge per non farsi processare, rinunci all’immunità del Lodo Alfano o si dimetta» è la posizione del leader dell’Idv Antonio Di Pietro. Pdl e Lega fanno quadrato attorno al presidente del Consiglio, chiedendo un no secco alle strumentalizzazioni e piena difesa del premier. Popolo della libertà e Lega hanno replicato in modo netto agli attacchi portati dall’opposizione nell’aula di Montecitorio nei confronti del presidente del Consiglio. Per Sandro Bondi coordinatore nazionale del Pdl, «ancora una volta teoremi giudiziari tanto infondati quanto perseguiti con ostinazione intervengono, specialmente alla vigilia di appuntamenti elettorali, a condizionare e turbare pesantemente la vita politica italiana». (continua…)
La crisi non esiste, è un invenzione dei COMUNISTI. Italia stipendi più bassi dell’ UE
domenica, 17 maggio 2009Risolveremo la crisi! LOL Silvio Barzellettiere
Ieri sera, c’era il concerto dei Gem Boy a vicenza, campo marzio era affollatissima, moltissima gente venne a quell’epico concerto, anche se i gem boy sono abbastanza scadenti, sono sicuramente mooolto divertenti.. comunque, con dei miei amici ci siamo seduti su una panchina (non c’e ne erano molte libere) a ciacolare[chiaccherare ndr] e ad aspettare con ansia l’arrivo dell’inizio del concerto, a noi si avvicinò un particolare personaggio, era uno che cercava sigarette, era anche un poaretto, un disperato, uno di quelli che cercano di campare con 900 euro al mese, probabilmente era un pò ubriaco e così ci ha raccontato la sua storia, prima ci ha raccontato la difficoltà nella quale viveva, 500 euro di affitto, poi la luce, il gas e tutto e per mangiare devi andare a chiedere cibo al prete.
Era un disperato, uno spagnolo, raccontava che dalla spagna fino in italia ci era venuto a piedi, forse in cerca di fortuna… Abla espanol? Entiende? Io no ablo però lo entiendo.. e così andava avanti il discorso.. pensi che silvio berlusconi sia di destra? No, penso che lui faccia solo i cazzi suoi e che consideri l’italia come una personalissima azienda privata… io penso che lui sia un bastardo.. cosa ne pensi dei sindacati? che non sanno fare un cazzo.. tu non lavori, tu vai a scuola, che cosa vuoi dire dio bestia
E’ la storia di una vita, di un disperato che tenta di andare avanti con le proprie forze, a tutti i costi cerca di non essere dipendente da altri, cerca di mantenere la dignità. un incontro che mi ha fatto pensare, io la crisi non la ho sentita di persona, sono uno studente mantenuto, e che continuo in ogni caso ad andare avanti, ma penso e trovo strano questo: i media ci stanno facendo credere che la crisi non esiste, che la crisi è un invenzione dei COMUNISTI! invece la crisi esiste, e bisogna indagare con la gente comune, che fà fatica ad arrivare a fine mese, non con la gente intervistata da Studio Aperto, o diventata caso nazionale.
alla luce di questo Mi faccio una domanda, Silvio, il nostro caro presidente del consiglio, stà davvero facendo del bene al paese? o ce lo stà facendo credere, e quando ci troveremo nella merda più completa lui se ne sarà già andato via? (continua…)
DDL sicurezza, duello tra Fini e Lega
mercoledì, 13 maggio 2009Non mi è mai stato simpatico fini, ma comunque adesso sembra essere l’unico che prova a fermare i colpi di mano di Lega e PdL, ormai AN non esiste e non conta più niente.. in ogni caso speriamo che il DDL non passi..
ROMA – La Camera ha votato la fiducia al governo a due dei tre maxiemendamenti del governo al disegno di legge in materia di sicurezza. Il voto di fiducia sull’altro maxiemendamento è previsto in giornata. La votazione finale sul testo è invece in programma giovedì alle 12,30. Proseguono dunque i lavori dell’aula di Montecitorio, mentre continua a tenere banco la polemica sui respingimenti di immigrati. Che registra ancora tensioni tra Fini e la Lega. «Chi la dura la vince» dice Bossi nel commentare il voto di fiducia. E replica a Gianfranco Fini, che in mattinata ha invitato nuovamente «a non fare propaganda elettorale su questi temi»: «Se la propaganda non la fai quando ci sono le elezioni, quando la fai?» chiede il Senatùr.
MARONI E L’UNHCR - Sugli immigrati e i respingimenti, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, annuncia che la linea del governo non cambia. Tuttavia il titolare del Viminale incontrerà i vertici nazionali dell’agenzia Onu per i rifugiati per spiegare la posizione dell’esecutivo. «Venerdì avrò un incontro con il commissario Jolls, che è il responsabile italiano dell’Unhcr – ha detto Maroni parlando con i cronisti nel Transatlantico della Camera -. Lo vedo perché le preoccupazioni che vengono sollevate le teniamo in conto ma la proposta che facciamo non è quella che hanno avanzato loro di accoglierli tutti e poi valutare, ma quella di creare una struttura in Libia per valutare là se qualcuno ha i requisiti per lo status». Maroni ha poi parlato della norma, su cui le opposizioni hanno lanciato l’allarme, che creerebbe dei «bambini-fantasma» per quel che riguarda i figli dei clandestini: «E’ un’altra panzana – ha tagliato corto il ministro – inventata da non so chi».
FINI: «BASTA PROPAGANDA» – Secondo il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha a sua volta scambiato qualche battuta con i cronisti a margine dei lavori dell’Aula a Montecitorio, il problema esiste e si può trovare la soluzione in diversi modi, coinvolgendo anche Onu e Ue, ma «bisogna evitare eccessi propagandistici». A Fini i giornalisti hanno fatto notare come siano state condivise anche dall’Onu alcune sue riflessioni sul respingimento dei migranti. E sull’argomento il presidente della Camera ha continuato a pungere la Lega: il dibattito che si è aperto tra l’Onu il ministro Maroni – gli è stato chiesto -ha un fondamento, forse si potevano evitare gli eccessi polemici? «Bisognerebbe evitare eccessi propagandistici» è stata la risposta del presidente della Camera. Da tutte due le parti in causa? «Beh, non mi pare che l’Onu sia in campagna elettorale…» ha aggiunto Fini.
«VERIFICHE AL DIRITTO D’ASILO» - «Non è un problema di punti di vista – ha precisato il presidente della Camera – ci sono le norme di diritto internazionale. Esiste il problema del respingimento dei migranti ed esiste il diritto all’asilo. Solo che va verificato. Se si verifica sul territorio nazionale esistono i Cie, se si verifica durante il trasferimento deve essere certo che sia fatto in modo esaustivo e completo. Forse bisognerebbe pensare a istituire dei centri anche nei paesi notoriamente di transito, coinvolgendo le organizzazioni internazionali come l’Onu e la Ue». Quanto alla proposta di Maroni di far verificare le richieste di asilo in Libia, Fini non ha dubbi: «E’ una ipotesi tra le tante, non peregrina».
«COMINCIAMO A RESPINGERE» - Un monito indiretto alla Lega, quello del presidente della Camera, di cui non sembra tener conto il numero uno del Carroccio Umberto Bossi. «Cominciamo a respingere, poi si vede» ha dichiarato il ministro per le Riforme. Anche sulle perplessità di Fini, il leader della Lega ha tagliato corto: «Io non esprimo perplessità, mi interessa il voto. Basta che il ddl sicurezza passi» ha concluso il Senatùr.
Immigrati, Berlusconi respinge richiesta ONU
martedì, 12 maggio 2009MILANO – L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha comunicato oggi di aver scritto al governo italiano per esprimere la sua “grave preoccupazione” per il respingimento in Libia dei migranti intercettati in mare e per chiedere all’esecutivo di “riammettere quelle persone rinviate indietro dall’Italia e individuate dall’Unhcr come persone che cercano protezione internazionale”.
Lo si legge nel bollettino inviato dall’Alto commissariato da Ginevra.
La preoccupazione dell’Unhcr è che “la politica messa in atto dall’Italia — si legge fra l’altro nel bollettino — minacci l’accesso all’asilo nell’Unione Europea e porti con sé il rischio di violare il principio fondamentale di ‘non refoulement’ che è contenuto nella Convenzione del 1951 in relazione allo status dei rifugiati”.
Oggi la Commissione Europea ha escluso per il momento l’eventualità di convocare un vertice speciale, come richiesto dal ministro degli esteri Franco Frattini sul tema dell’immigrazione.
La questione dei clandestini è stato di recente un tema di scontro tra Italia e Malta, impegnati in una sorta di braccio di ferro sui chi debba accogliere i barconi di immigrati soccorsi nel Mediterraneo.
La Commissione Ue ha detto che occorre proteggere il diritto di asilo e “accrescere il ruolo dell’Unhcr, direttamente in Libia”.
Ieri il Consiglio d’Europa ha chiesto all’Italia di fermare i respingimenti in mare di immigrati effettuati nei giorni scorsi perché impedisce l’esercizio del diritto d’asilo.
Il governo ha ribadito, però, che non intende cambiare la sua linea di respingere i migranti che si trovano ancora in acque internazionali, linea che rientra peraltro, ha fatto notare l’esecutivo, nel solco delle regole Ue.
fonte: Reuters
Mentana racconta il suo addio a Mediaset
martedì, 12 maggio 2009MILANO - «La nostra cena si è conclusa da poche ore. Le dico francamente che è stato un errore invitarmi. Mi sono sentito davvero fuori posto. C’era tutta la prima linea dell’informazione, ma non ho sentito parlare di giornalismo neanche per un minuto. Sembrava una cena di Thanksgiving… Un giorno del ringraziamento elettorale. Tutti attorno a me avevano votato allo stesso modo, e ognuno sapeva che anche gli altri lo avevano fatto. Era scontato, così come il fatto di complimentarsi a vicenda per il contributo dato a questo buon fine… Non mi sento più di casa in un gruppo che sembra un comitato elettorale, dove tutti ormai la pensano allo stesso modo, e del resto sono stati messi al loro posto proprio per questo… Mi aiuti a uscire, presidente! Lo farò in punta di piedi». Sono le parole della lettera – mai resa nota – che Enrico Mentana scrisse a Fedele Confalonieri la notte tra il 21 e il 22 aprile 2008, dopo una cena con i vertici di Mediaset e tutti i suoi direttori giornalistici, a una settimana dal trionfo elettorale di Berlusconi. La pubblica nel suo primo libro, Passionaccia (Rizzoli), in uscita il 13 maggio.
L’ANTICIPAZIONE – A Vanity Fair, che gli dedica la copertina – in edicola dal 13 maggio – Mentana anticipa un capitolo del libro e risponde a molte domande rimaste senza risposta. Su quella notte («Dopo aver irriso per oltre un decennio le accuse di chi dipingeva Mediaset come una dépendance di Forza Italia, avevo assistito a una scena che avrebbe fatto esultare i teorici del conflitto di interessi»), su come Confalonieri lo convinse a restare, e sul perché il 9 febbraio scorso, la sera della morte di Eluana, l’azienda scelse invece la rottura. (continua…)
L’annosa questione Smaltimento
lunedì, 4 maggio 2009Il re Davide era vecchio e avanzato negli anni e, sebbene lo coprissero, non riusciva a riscaldarsi. I suoi ministri gli suggerirono: «Si cerchi per il re nostro signore una vergine giovinetta, che assista il re e lo curi e dorma con lui; così il re nostro signore si riscalderà». Si cercò in tutto il territorio d’Israele una giovane bella e si trovò Abisag da Sunem e la condussero al re. La giovane era molto bella; essa curava il re e lo serviva, ma il re non si unì a lei.
Ma Berlusconi, chi lo scuote più?
Una scossa magnitudo 7 gli fa il solletico: va persino a farsi fotografare tra le macerie; regala la dentiera alla vecchietta, e tutti gli vogliono più bene che prima.
Contro il nuovo blocco al potere, nemmeno l’emergenza rifiuti può nulla. Ve la ricordate? Sembrava che dovesse inghiottirsi Napoli. Ma è bastato spiegare ai leghisti del nord e ai masanielli del sud che gli inceneritori andavano rimessi a regime, e voilà.
No, non sarà un terremoto, né lo smaltimento di rifiuti. In questo momento l’unico punto debole del Pdl, il tallone vulnerabile che potrebbe costargli qualche punticino alle Europee, è
lo smaltimento della gnocca.
Perdonate il sessismo – anzi, no, perché mai dovreste perdonarlo? Accusatelo, fatelo risuonare nei lobi frontali come gesso spezzato alla lavagna, saggiatene la volgarità ottusa alle ironie. La gnocca è un annoso problema di questa maggioranza, di questo premier. Ne consumano troppa, non sanno più dove smaltirla. La spatolano sui palinsesti tv fino all’esaurimento, e ancora ne avanza. Ne hanno stoccata un po’ a Monte Citorio, ma adesso per cinque anni il sito è pieno e non possono riaprirlo – e quindi? Si sente parlare di un convoglio che dovrebbe partire, un treno per Bruxelles. Ma non sarà facile spiegare agli europei che il loro parlamento è stato individuato come sede di stoccaggio.
Il principale responsabile, una volta tanto, è lui. Berlusconi adora la gnocca, è cosa nota: ma la passione che fino a qualche anno fa poteva ancora avere un significato virile, a settant’anni suonati ha assunto aspetti parossistici, inquietanti. Un uomo che da molti anni dovrebbe aver soddisfatto qualsiasi desiderio, realizzato qualsiasi fantasia, si circonda di gnocca, ci si avvolge, se ne fa schiacciare. Non è più *sesso* nel senso che diamo alla parola noi monogami malsicuri. Berlusconi sembra aver trasceso da un pezzo il regno animale, per approdare a una dimensione vegetale in cui la gnocca gioca il ruolo di fertilizzante: si sparge tutt’intorno, e la pianta riprende vigore. Tutto bene, anzi no, perché il fertilizzante esaurisce in fretta le sue proprietà, e va sostituito costantemente. In mancanza di dati certi, è ragionevole supporre che la stessa portatrice di gnocca non possa essere riutilizzata che tre, quattro volte: dopo basta, fine, non serve più, andrebbe sbattuta via. Ma lo smaltimento comporta grossi rischi.
Non importa che sia ancora giovane, bella e ambiziosa. Importa molto di più che sia in grado di parlare, di comporre un banale numero di telefono e contattare questo o quel giornalista incauto. Tra qualche anno forse il problema non si porrà più, i giornalisti saranno tutti sul libro paga giusto e capiranno che non è cosa: ma fino a quel momento la possibilità di alienarsi qualche voto (e la simpatia dei preti) è concreta, più concreta delle polemiche sulla Costituzione. Da qui la necessità di uno smaltimento compatibile con le esigenze e le aspirazioni delle signorine. Per esempio, hai sempre sognato di fare l’attrice, la presentatrice, la soubrette? E come si fa a negare una carriera tv a chi è stata adoperata per fertilizzare Berlusconi (o per comprare uno dei suoi collaboratori, succede pure questo)? Lo scambio di favori tuttavia è estremamente sproporzionato. Se devi assicurare dieci o più anni di carriera a tutte le signorine che hanno passato un week end col capo, o coi suoi alleati più influenti… ti rendi conto rapidamente che sei, sette frequenze nazionali non ti bastano. E si arriva a programmi-monstrum, come Bellissima.
Bellissima era un programma del Bagaglino senza i due comici del Bagaglino, ma con… quattro quintali di gnocca in più. Cioè, muore il grande Oreste Lionello? Compensiamo con la gnocca. Il grande Gullotta dà forfait? E noi ci sbattiamo dentro altra gnocca, non importa se over 40 e un po’ fanée. Si capisce che tutta questa gnocca crea problemi strutturali, ovvero: prima tra un balletto e l’altro ci stavano le scenette, ma adesso? Adesso ci mettiamo la lapdance, in prima serata, per la gioia di vecchi e bambini. Il tutto nella settimana del terremoto, perché ci sono priorità che vengono sopra ogni considerazione di audience, e una di queste è l’allocazione di gnocca in surplus. Poi hai voglia a dire che è stato un flop – non credo che si aspettassero un successo di critica e pubblico. Hanno tagliato una puntata su quattro, ok, ma intanto per tre serate abbiamo potuto rifarci gli occhi con, con, con… Pamela Prati. Dico, voi ce l’avete presente Pamela Prati? Piantatela di dire che Berlusconi è immortale, concentratevi su Pamela Prati. In una soffitta di casa sua deve custodire il ritratto di un cadavere purulento. Io non mi ricordo di averla mai vista giovane, era una milf quando frequentavo le elementari, e adesso guardala, dà punti alla Novic. Se davvero non vogliamo più programmi come Bellissima la dobbiamo abbattere, non c’è altra soluzione.
No, una soluzione ci sarebbe: riconvertirla in parlamentare. Un vero uovo di Colombo, anche perché di solito le onorevoli portatrici di gnocca sono docili e non creano problemi. Certo, qualche caso imbarazzante c’è stato e tuttora c’è (ex presentatrici che vogliono chiudere internet, ecc.), ma di solito attirano l’attenzione di un pubblico di nicchia e non provocano nessuna crisi di governo; nel contempo, accrescono l’immagine di Berlusconi-galletto nel pollaio, che piace ai giovani. In questi casi, più che di smaltimento della gnocca, si potrebbe anche parlare di riciclaggio: le scorie della gnocca vengono riconvertite in consenso politico. A Bruxelles questo potrebbero anche capirlo, e provare a venirci incontro. In fondo Berlusconi sta facendo quel che può in direzione di un consumo della gnocca eco-sostenibile…
…ma non ci cascheranno. Nessun tipo di riciclaggio politico, cinematografico o televisivo, può davvero reggere i ritmi attuali di consumo. Pensate a quella ragazza che ha appena avuto Berl. al suo 18mo compleanno. Non so cosa B. abbia fatto o intenda fare con lei o la di lei mamma, e nemmeno m’interessa, ma facciamo due conti: questa vorrà essere sistemata prima o poi, e comprensibilmente. È convinta di essere brava (”perché io so fare tutto”), una nuova Cuccarini, e chi si prenderà la briga di dirle di no? Va messa a contratto. A Cologno, a Saxa Rubra, Monte Citorio, Strasburgo, vedete un po’ voi, dipenderà anche dalle inclinazioni. Ma non hai fatto in tempo a sistemarne una così che tutt’intorno te ne sono spuntate altre cinque, è una gara persa in partenza.
E allora? Che fare? Si potrebbe semplicemente attendere che Berlusconi ci resti – in fondo non c’è fine migliore da augurare a un nemico. Ma l’impressione è che la gnocca, lungi da indebolirlo, lo tenga in vita. È il bromuro che lo schianterebbe. Il che vuole anche dire che l’uomo che ha comprato l’Italia, in fin dei conti non sa che farsene. Non è mai veramente riuscito a sublimare in brama di potere le sue banalissime pulsioni carnali. Qualcuno ha detto che comandare è meglio di fottere, ma non pensava a lui.
L’unica soluzione in vista è l’irrigidimento. Quel che rende instabile il sistema non è l’insaziabilità di B., ma i margini di libertà e di espressione che ancora vengono concessi ai cittadini, comprese le portatrici di gnocca. Bisognerà concentrare un po’ di più l’editoria, ed educare le giovani generazioni a darla a B. per il gusto di farlo, senza pretendere contropartite televisive o parlamentari. Tempo al tempo, e intorno al Palazzo fioriranno leggende: il mostro che vi abitava pretendeva due vergini ogni primo giorno del mese. (continua…)










