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Il lodo deposto

domenica, 11 ottobre 2009
libera interpretazione sulla deposizione del Caravaggio da parte di Roberto Corradi

libera interpretazione sulla deposizione del Caravaggio da parte di Roberto Corradi

povero berlusconi, dai che lo mettono infine in galera!

Ripresa delle attività

venerdì, 9 ottobre 2009

in questi giorni mi sono trovato spesso e spesse volte a fare delle riflessioni, a condividerle e a metterle nero su bianco, il problema è che non sempre me le ricordo, e trovo giusto e bello condividerle con voi tutti.
quindi anche a costo di perdere voti e consensi il superdaskio’s weblog non narrerà più la fredda cronaca presa dalle agenzie di stampa, ma solo le notizie che considero particolarmente belle o alcune riflessioni..

per ritornare all’insegna dell’umorismo ecco una email che mi ha inviato el me fradeo.

La richiesta di Berlusconi era stata: “Mandami in Villa una Escort di 25 anni”…

povero berlusconi, dai che lo mandano in galera

saluti, e conto su di voi per un tamtam mediatico per re-diffondere il superdaskiosite!

Obama a Buchenwald

venerdì, 5 giugno 2009

DRESDA (Germania) – La visita al campo di sterminio di Buchenwald, in Germania, la prima di un presidente americano. È questo uno dei momenti più simbolici e toccanti del viaggio di Barack Obama in Medio Oriente e in Europa. L’inquilino della Casa Bianca ha visitato il lager in cui furono uccise oltre 56 mila persone, accompagnato dalla cancelliera Angela Merkel, dal premio Nobel Eli Wiesel, un superstite di Buchenwald e da Bertrand Hertz, un altro superstite. I quattro hanno deposto una rosa bianca sul monumento che ricorda «tutte le vittime» del campo di sterminio. Obama ha chinato lievemente la testa, in raccoglimento, prima di allontanarsi dal memoriale. «Non dimenticherò mai cosa ho visto oggi qui a Buchenwald» ha detto il presidente americano nel discorso pronunciato dopo aver visitato il lager. «Questo posto è una risposta a chi nega l’Olocausto». «Il passare del tempo non ha diminuito l’orrore di questi luoghi» ha detto ancora Obama, aggiungendo che «l’indignazione per quanto è avvenuto non è diminuita». «Mi inchino davanti a tutte le vittime» del nazismo, ha detto la Merkel, al termine della sua visita a Buchenwald. In una intervista alla Nbc andata in onda prima della sua visita al campo di concentramento, Obama ha affermato che anche il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad dovrebbe visitare Buchenwald. «Non ho pazienza con chi nega la storia. E la storia dell’Olocausto non ha nulla di ipotetico», ha detto Obama del leader di Teheran, che di nuovo questa settimana ha definito il genocidio di sei milioni di ebrei sotto il nazismo «il grande inganno».

«PRONTI AL DIALOGO» – Nel corso di una conferenza stampa a Dresda con la Merkel, tenutasi prima della visita a Buchenwald, il presidente americano aveva comunque spiegato che gli Stati Uniti sono pronti ad avviare «un dialogo serio» con l’Iran che dovrà essere portato avanti in collegamento con il «5+1», il gruppo di mediatori formato dai membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu più la Germania. «Dobbiamo evitare una corsa agli armamenti in Medio Oriente», ha sottolineato Obama.
(continua…)

DDL sicurezza, duello tra Fini e Lega

mercoledì, 13 maggio 2009

Non mi è mai stato simpatico fini, ma comunque adesso sembra essere l’unico che prova a fermare i colpi di mano di Lega e PdL, ormai AN non esiste e non conta più niente.. in ogni caso speriamo che il DDL non passi..
ROMA – La Camera ha votato la fiducia al governo a due dei tre maxiemendamenti del governo al disegno di legge in materia di sicurezza. Il voto di fiducia sull’altro maxiemendamento è previsto in giornata. La votazione finale sul testo è invece in programma giovedì alle 12,30. Proseguono dunque i lavori dell’aula di Montecitorio, mentre continua a tenere banco la polemica sui respingimenti di immigrati. Che registra ancora tensioni tra Fini e la Lega. «Chi la dura la vince» dice Bossi nel commentare il voto di fiducia. E replica a Gianfranco Fini, che in mattinata ha invitato nuovamente «a non fare propaganda elettorale su questi temi»: «Se la propaganda non la fai quando ci sono le elezioni, quando la fai?» chiede il Senatùr.

MARONI E L’UNHCR - Sugli immigrati e i respingimenti, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, annuncia che la linea del governo non cambia. Tuttavia il titolare del Viminale incontrerà i vertici nazionali dell’agenzia Onu per i rifugiati per spiegare la posizione dell’esecutivo. «Venerdì avrò un incontro con il commissario Jolls, che è il responsabile italiano dell’Unhcr – ha detto Maroni parlando con i cronisti nel Transatlantico della Camera -. Lo vedo perché le preoccupazioni che vengono sollevate le teniamo in conto ma la proposta che facciamo non è quella che hanno avanzato loro di accoglierli tutti e poi valutare, ma quella di creare una struttura in Libia per valutare là se qualcuno ha i requisiti per lo status». Maroni ha poi parlato della norma, su cui le opposizioni hanno lanciato l’allarme, che creerebbe dei «bambini-fantasma» per quel che riguarda i figli dei clandestini: «E’ un’altra panzana – ha tagliato corto il ministro – inventata da non so chi».

FINI: «BASTA PROPAGANDA» – Secondo il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha a sua volta scambiato qualche battuta con i cronisti a margine dei lavori dell’Aula a Montecitorio, il problema esiste e si può trovare la soluzione in diversi modi, coinvolgendo anche Onu e Ue, ma «bisogna evitare eccessi propagandistici». A Fini i giornalisti hanno fatto notare come siano state condivise anche dall’Onu alcune sue riflessioni sul respingimento dei migranti. E sull’argomento il presidente della Camera ha continuato a pungere la Lega: il dibattito che si è aperto tra l’Onu il ministro Maroni – gli è stato chiesto -ha un fondamento, forse si potevano evitare gli eccessi polemici? «Bisognerebbe evitare eccessi propagandistici» è stata la risposta del presidente della Camera. Da tutte due le parti in causa? «Beh, non mi pare che l’Onu sia in campagna elettorale…» ha aggiunto Fini.

«VERIFICHE AL DIRITTO D’ASILO» - «Non è un problema di punti di vista – ha precisato il presidente della Camera – ci sono le norme di diritto internazionale. Esiste il problema del respingimento dei migranti ed esiste il diritto all’asilo. Solo che va verificato. Se si verifica sul territorio nazionale esistono i Cie, se si verifica durante il trasferimento deve essere certo che sia fatto in modo esaustivo e completo. Forse bisognerebbe pensare a istituire dei centri anche nei paesi notoriamente di transito, coinvolgendo le organizzazioni internazionali come l’Onu e la Ue». Quanto alla proposta di Maroni di far verificare le richieste di asilo in Libia, Fini non ha dubbi: «E’ una ipotesi tra le tante, non peregrina».

«COMINCIAMO A RESPINGERE» - Un monito indiretto alla Lega, quello del presidente della Camera, di cui non sembra tener conto il numero uno del Carroccio Umberto Bossi. «Cominciamo a respingere, poi si vede» ha dichiarato il ministro per le Riforme. Anche sulle perplessità di Fini, il leader della Lega ha tagliato corto: «Io non esprimo perplessità, mi interessa il voto. Basta che il ddl sicurezza passi» ha concluso il Senatùr.

Arrestati a Bari Terroristi Al Qaeda

martedì, 12 maggio 2009

MILANO – Sono due dei presunti leader in Europa di una rete di supporto logistico di Al Qaeda e per questo hanno ricevuto in carcere, dove già si trovavano da novembre per una vicenda di immigrazione clandestina, un mandato d’arresto della Digos e dell’antiterrorismo su disposizione dalla procura di Bari. Gli arrestati – due cittadini francesi da tempo residenti in Belgio, Ayachi Bassam Sheik e Raphael Gendron – farebbero parte di una cellula che avrebbe progettato attentati terroristici in diversi Paesi e che avrebbe avuto a disposizione armi (soprattutto esplosivi) utili per combattere nelle zone di guerra e per predisporre gli attentati.
AEROPORTO NEL MIRINO – I due, secondo quanto risulta agli investigatori, avevano programmato in particolare un attentato all’aeroporto «Charles De Gaulle» di Parigi. La circostanza sarebbe emersa nel corso di un’intercettazione telefonica. Ma non era il loro unico obiettivo: secondo la polizia erano già state messe in cantiere alcune azioni in altre località della Francia e in Inghilterra. Tra le finalità dell’organizzazione terroristica di cui – secondo la procura di Bari – erano ai vertici i due arrestati c’e anche l’arruolamento e l’addestramento di soggetti disponibili a compiere azioni suicide o azioni combattenti in Iraq e Afghanistan.

PROSELITISMO VIA WEB – Le indagini hanno inoltre evidenziato che i due indagati facevano proselitismo e incitavano sistematicamente alla guerra santa. (continua…)

Mentana racconta il suo addio a Mediaset

martedì, 12 maggio 2009

MILANO - «La nostra cena si è conclusa da poche ore. Le dico francamente che è stato un errore invitarmi. Mi sono sentito davvero fuori posto. C’era tutta la prima linea dell’informazione, ma non ho sentito parlare di giornalismo neanche per un minuto. Sembrava una cena di Thanksgiving… Un giorno del ringraziamento elettorale. Tutti attorno a me avevano votato allo stesso modo, e ognuno sapeva che anche gli altri lo avevano fatto. Era scontato, così come il fatto di complimentarsi a vicenda per il contributo dato a questo buon fine… Non mi sento più di casa in un gruppo che sembra un comitato elettorale, dove tutti ormai la pensano allo stesso modo, e del resto sono stati messi al loro posto proprio per questo… Mi aiuti a uscire, presidente! Lo farò in punta di piedi». Sono le parole della lettera – mai resa nota – che Enrico Mentana scrisse a Fedele Confalonieri la notte tra il 21 e il 22 aprile 2008, dopo una cena con i vertici di Mediaset e tutti i suoi direttori giornalistici, a una settimana dal trionfo elettorale di Berlusconi. La pubblica nel suo primo libro, Passionaccia (Rizzoli), in uscita il 13 maggio.

L’ANTICIPAZIONE – A Vanity Fair, che gli dedica la copertina – in edicola dal 13 maggio – Mentana anticipa un capitolo del libro e risponde a molte domande rimaste senza risposta. Su quella notte («Dopo aver irriso per oltre un decennio le accuse di chi dipingeva Mediaset come una dépendance di Forza Italia, avevo assistito a una scena che avrebbe fatto esultare i teorici del conflitto di interessi»), su come Confalonieri lo convinse a restare, e sul perché il 9 febbraio scorso, la sera della morte di Eluana, l’azienda scelse invece la rottura. (continua…)

Il papa in israele: qui per la pace

lunedì, 11 maggio 2009

TEL AVIV – «Gli occhi del mondo sono sui popoli di questa regione, mentre essi lottano per giungere a una soluzione giusta e duratura dei conflitti che hanno causato tante sofferenze». Benedetto XVI, appena atterrato a Tel Aviv, offre un messaggio di speranza per i negoziati israelo-palestinesi. Ma lancia anche un monito: «Sfortunatamente l’antisemitismo continua a sollevare la sua ripugnante testa in molte parti del mondo e ciò è inaccettabile». Per questo, serve «ogni sforzo per combattere l’antisemitismo dovunque si trovi, e per promuovere il rispetto e la stima verso gli appartenenti a ogni popolo, razza, lingua e nazione in tutto il mondo».

SOLUZIONE GIUSTA – Dopo la Giordania, dunque, il pontefice prosegue il suo viaggio in Medioriente per visitare Israele e i Territori palestinesi. «Le speranze di innumerevoli uomini, donne e bambini per un futuro più sicuro e più stabile dipendono dall’esito dei negoziati di pace» afferma. «In unione con tutti gli uomini di buona volontà – aggiunge il Pontefice – supplico quanti sono investiti di responsabilità a esplorare ogni possibile via per la ricerca di una soluzione giusta alle enormi difficoltà, così che ambedue i popoli possano vivere in pace in una patria che sia la loro, all’interno di confini sicuri e internazionalmente riconosciuti. A tale riguardo, spero e prego che si possa presto creare un clima di maggiore fiducia, che renda capaci le parti di compiere progressi reali lungo la strada verso la pace e la stabilità».

SHOAH – Il pontefice, che visiterà il museo Yad Vashem di Gerusalemme, ricorda anche la Shoah: «Tragicamente, il popolo ebraico ha sperimentato le terribili conseguenze di ideologie che negano la fondamentale dignità di ogni persona umana». Per questo, «è giusto e conveniente che, durante la mia permanenza in Israele, io abbia l’opportunità di onorare la memoria dei sei milioni di ebrei vittime della Shoah, e di pregare affinché l’umanità non abbia mai più ad essere testimone di un crimine di simile enormità».

ACCESSO AI LUOGHI SANTI – Il Papa lancia anche un appello: poiché Cristianesimo, Ebraismo e Islam hanno in comune «una speciale venerazione» per la «città santa di Gerusalemme», dice, «è mia fervida speranza che tutti i pellegrini ai luoghi santi abbiano la possibilità di accedervi liberamente e senza restrizioni, di prendere parte a cerimonie religiose e di promuovere il degno mantenimento degli edifici di culto posti nei sacri spazi».
(continua…)

Ritorno all’apartheid? Salvini propone posti nella metrò per soli milanesi

venerdì, 8 maggio 2009

http://rolemodels.jou.ufl.edu/rolemodels/travel/images/apartheid.gifROMA – Gianfranco Fini boccia la proposta del leghista Matteo Salvini di riservare alcuni vagoni del metrò alle donne e ai milanesi. «Offende la dignità delle persone e la Costituzione a prescindere dalla razza, dalla lingua e dalla religione» ha dichiarato il presidente della Camera venerdì mattina, durante un incontro presso la Fiera campionaria con alcuni studenti milanesi.

«PROPOSTE COME QUESTE NON SI FANNO» - «Basta leggere la Costituzione per capire che proposte come quella non si fanno», ha chiosato Fini dopo aver precisato che «il presidente della Camera ha il dovere di essere imparziale nel dibattito politico tra maggioranza e opposizione».

«DAL DDL TOLTE NORME ANTICOSTITUZIONALI» – «Dal ddl sulla sicurezza – ha aggiunto Fini – sono state tolte due norme perché incostituzionali». Solo qualche giorno fa governo e maggioranza ha fatto dietrofront sulla norma relativa ai “presidi spia” dopo i dubbi espressi dal numero uno di Montecitorio. «Le norme – ha spiegato Fini – sono state cancellate anche perché il presidente della Camera aveva espresso dei rilievi di incostituzionalità».

BERLUSCONI: UNA BATTUTA – Sul tema interviene anche Silvio Berlusconi. «Lo stesso Salvini ha detto che si trattava di una provocazione, di una battuta», ha detto il premier durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Dunque, ha aggiunto, «non sprechiamo del tempo su una cosa che non ha nessun fondamento».

SALVINI ALL’ATTACCO – Ma il deputato della Lega torna all’attacco e nella sua rubrica su Affaritaliani.it – «Arancini Padani» – attacca Gianfranco Fini, riportando i malumori dei milanesi: «Il presidente della Camera ci ha rotto le balle». «Io votavo per Fini ma c’ha proprio rotto le balle con ’ste difese di clandestini, islamici e zingari», è l’eco – riferisce Salvini – che giunge dal banco di frutta e verdure regolarmente vendute «con tanto di scontrini fiscali, mica come quegli str…. (due abusivi che vendono limoni, carciofi, rapanelli e insalata) che non pagano una lira di tasse e mi portano via il lavoro». (continua…)

Sito in manutenzione

giovedì, 7 maggio 2009

sito in manutenzione, oggi 7 maggio 2009 non sarà garantito il funzionamento del sito,

grazie

Berlusconi e la politica dell’immagine

mercoledì, 29 aprile 2009

scusatemi, anche io sono uomo e non posso fare a meno di notare quelle gran fighe di candidati del governo berlusconi.. Pazzesco, ed è anche pazzesco come noi media siamo condizionati dal modo di pensare comune, infatti senza volerlo ci stiamo abituando al fatto che Silvio possa fare tutte le cazzate che fà, e prenderla sul ridere… tra un pò mentre noi saremo imbambolati davanti alle sue cortigiane, lui proporrà la dittatura.. non è così che andrà? (continua…)